
Int ona dmenga ‘d primavira a s’era andaè s’la mòi 't un paisòt ‘d muntagna
in duò ch’i feva una fèsta s’agl’j autorità, la banda e e’ zugh dla cucagna.
A la fòin tot 't e’ risturaènt a magné caèrna e pulenta
e quand ch’arivesmi l’era zà pin ‘d zenta.
Me’ tavlòun di sbureun e’ president dla baènca de’ pòst u s’aspitaèva in pì
e l’avòiva un microfono 't al maèni par prasantaès ma j invidì.
Eun dòp a clèlt ai sfilimi davaènti, una riverenza e ai fimi la nòsta presentaziòun
e leu e rugiòiva 't e’ microfono par avisé ad fat persunagg ch’u j era par l’ucasiòun.
E fot e’ sendich de’ cumeun e’ pròim a ès batzaè
dòp avòi det e’ su num, cugnum e ad chè ch’l’era incaricaè.
“Piacere”, ui get, “Domenico Arese, sindaco del paese!”.
E e’ president fort e cèr: “Il dottor Domenico Arese, sindaco indiscusso e acclamato
della città che oggi gentilmente ci ha ospitato!”.
Pu ui tuchet ma Gabriele Cesana dla Comunità Montana.
E ancòura e’ president: “Il dottor Gabriele Cesana, egregio ed attivo presidente
dell’ottima Comunità Montana dell’Alto Val Bidente!”.
E fot pu la volta dla mi mòi: “Luciana Garbuglia, assessore provinciale!”.
E leu: “La dottoressa Luciana Garbuglia, assessore della Provincia di Forlì-Cesena,
un grande onore ed un vanto per noi averla a questa cena!”.
Alè, e adès um tucaèva mu mè
ch’an gn’antraèva gnent e propi par caès a s’era finoi a lè,
va ben che un tetol da dutòur ozdè un s’fa mancaè ma niseun,
mo a doi ch’a s’era e’ maroid e basta, um giòiva ciapaè pr’un spacamareun,
ò pansaé che bsugneva ch’a m’invantes quaicosa par daèi rasòun dla mi presenza,
acsè am sò fat avaènti e a j ò det dòp una bèla riverenza:
“Piero Maroni, autista dell’assessore predetto,
e, se non basta, aggiungo che ogni tanto me la porto a letto!”.
Òs-cia at fata faza ch’e feva e’ president a santoi acsè,
e fruleva j occ d’in sò e d’in zò e se’ microfono un savòiva ch’sèl faè.
A ste peunt par tol vì da l’imbaraz
a j ò zòunt dendi int e’ braz:
“Non le sembri troppo ardito,
lo faccio solo perché sono il marito!”.
L’à tirat un gran fié ‘d liberaziòun
e cuntent cmè una pasqua l’à guasi rugeu pin ‘d sudisfaziòun:
“Il dottor Piero Maroni, marito dell’assessore e che si è sacrificato a farle da autista,
son queste oscure persone che fan sì che qualcuno possa diventare un protagonista!”.
Avì vest, l’è bastaè una bateuda invantaèda a lè par lè
che niseun l’à veu i cumplimoint ch’ò vu mè!
Gli ospiti d’onore
In una domenica di primavera ero andato con la moglie in un paesino di montagna \ dove facevano una festa con le autorità, la banda e il gioco della cuccagna. \ Alla fine tutti al ristorante a mangiare carne e polenta \ e quando arrivammo era già pieno di gente. \ Al tavolo delle personalità il presidente della banca locale ci aspettava in piedi \ e aveva un microfono nelle mani per presentarci agli invitati. \ Uno alla volta gli sfilavamo davanti, una riverenza e facevamo la nostra presentazione \ e lui urlava nel microfono per annunciare quali personaggi erano presenti per l’occasione. \ Fu il sindaco del comune il primo ad essere battezzato \ dopo aver detto nome, cognome e di cosa era incaricato. \ “Piacere”, gli disse, “Domenico Arese, sindaco del paese!”. \ E il presidente forte e chiaro: “Il dottor Domenico Arese, sindaco indiscusso e acclamato \ della città che oggi gentilmente ci ha ospitato.”. \ Poi toccò a Gabriele Cesana, della Comunità Montana. \ E ancora il presidente: “Il dottor Gabriele Cesana, egregio ed attivo presidente \ dell’ottima Comunità Montana dell’Alto Val Bidente!”. \ Fu poi la volta di mia moglie: “Luciana Garbuglia, assessore provinciale!”. \ E lui: “La dottoressa Luciana Garbuglia, assessore della provincia di Forlì-Cesena, \ un grande onore ed un vanto per noi averla a questa cena!”. \ Alé adesso toccava a me \ che non c’entravo niente ed ero finito lì senza un perché, \ va bene che un titolo da dottore oggigiorno non si nega a nessuno, \ ma se gli dicevo che ero il marito e basta, mi avrebbe sicuramente preso per uno spaccamaroni inopportuno, \ ho pensato che bisognava che mi inventassi qualcosa per dargli ragione della mia presenza, \ così mi sono fatto avanti e gli ho detto dopo una bella riverenza: \ “Piero Maroni, autista dell’assessore predetto, \ e se non basta, aggiungo che ogni tanto me la porto a letto!”. \ Ostia che razza di faccia faceva il presidente a sentire così parlare, \ frullava gli occhi in su e in giù e col microfono non sapeva cosa fare . \ A questo punto per toglierlo dall’impaccio \ ho aggiunto dandogli nel braccio: \ “Non le sembri troppo ardito, \ lo faccio solo perché sono il marito!”. \ Ha tirato un gran sospiro di liberazione \ e contento come una pasqua ha quasi urlato pieno di soddisfazione: \ “Il dottor Piero Maroni, marito dell’assessore e che si è sacrificato a farle da autista, \ sono queste oscure persone che fan sì che qualcuno possa diventare un protagonista!”. \ Avete visto, è bastata una battuta inventata lì per lì \ che nessun altro ha mai avuto dei complimenti così.
























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