di Piero Maroni

Gronchi a San MauroLe diatribe politiche e la mancanza di rinnovamento arrecarono una certa stasi nell’attività della Fondazione che si limitava alla gestione dell’esistente e a far quadrare i bilanci con richieste di contributi, raccolte di offerte e riscossione delle rette della Scuola che intanto arrivava a sfiorare i 100 iscritti, anche se ancora numerosi erano i gratuiti, e del Ricovero dove gli ospiti erano una ventina e la retta era salita a L 9.000 mensili, ma pochi la pagavano interamente, la cifra era spesso determinata caso per caso a seconda delle possibilità economiche dell’assistito ed anche dal Comune di provenienza, per i locali la retta era più bassa.

Il nuovo Statuto non trovò dunque applicazione, il Consiglio di Amministrazione non venne eletto e il Presidente operava praticamente da solo con il supporto tecnico del Segretario e l’operosità delle suore.

Eppure furono quelli anni in cui a San Mauro si realizzarono un paio di grandi eventi: nel 1955 si commemorò il centenario della nascita di Giovanni Pascoli con un densissimo programma di manifestazioni celebrative che ebbero inizio con la costituzione di un vasto Comitato Nazionale d’Onore con a capo il Presidente della Repubblica S.E. Giovanni Gronchi.

Il 28 agosto iniziava un ciclo di 16 conferenze che saranno tenute nella Sala del Teatro Comunale (ex-casa del fascio) ripulita per l'occasione e nei giorni fissati alle ore 17. Vi prenderanno parte i più illustri critici letterari italiani fra cui Franco Contini, il più autorevole del tempo, che con un intervento divenuto una pietra miliare nella poetica pascoliana, rivaluterà il Pascoli come uno dei grandi della letteratura italiana al punto che più di uno studioso, ancora oggi, conferma che da quel convegno, e quindi da San Mauro, nacque la riscoperta del valore universale della sua poesia.

Si racconta a San Mauro che in occasione della ricorrenza, il Sindaco Bianchini avesse ricevuto alcuni illustri relatori presso la residenza municipale e nel breve discorso di saluto avesse più volte fatto riferimento al desiderio della cittadinanza sammaurese di riavere la salma del poeta per collocarla nella tomba della famiglia. 

Fra i presenti c’era Manara Valgimigli, che prese la parola per dire che era vero che Barga aveva il corpo del poeta, ma San Mauro ne aveva l’anima e il suo spirito aleggiava sul paese e ne permeava ogni cosa. Al ché, si dice che il Bianchini replicasse con voce stentorea: Ma che spirito e spirito onorevole, noi del poeta vogliamo gli ossi!!!

A prescindere dall'aneddotica paesana, era comunque il Comune a promuovere ogni iniziativa e ne affidava l’esecuzione a Guglielmo (Mino) Giovagnoli, il quale grazie alla sua passione e competenza si occupava di ogni cosa, dall’allestire il Comitato d’Onore, all’individuazione ed invito agli studiosi e fino alla pubblicazione degli atti, e il tutto senza cariche istituzionali, basti dire che il Presidente del Comitato Esecutivo delle manifestazioni era il Sen. e poeta Aldo Spallicci.

Oltre alle conferenze si era organizzata tutta un’attività collaterale consistente in concorsi a premi relativi a saggi critici, componimenti poetici, opere di pittura, serate musicali, recite di poesie pascoliane, mostre di acqueforti e dei 40 acquerelli di Luigi Pasquini acquistati poi dalla Fondazione Domus Pascoli ed, infine, un pellegrinaggio a Castelvecchio di Barga per deporre sulla tomba del poeta una corona in ferro battuto a ricordo e simbolo della Romagna, sua terra natale.                  

Era annunciata per il 18 settembre la presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (nella foto), ma impossibilitato per problemi di Stato ad intervenire per quella data, la visita a San Mauro venne rinviata nella primavera dell’anno successivo.

E quello fu un altro grande giorno di festa per San Mauro, una folla enorme riempì piazza Mazzini per ascoltare il discorso del Presidente della Repubblica, bandiere tricolori pendevano dalle finestre e dai balconi delle case del paese ed il coro degli alunni della Scuole Elementare  organizzato e diretto dal maestro Marcello Raschi accolse il Presidente nel cortile di Casa Pascoli prima che iniziasse la visita della casa stessa con l’esecuzione dell’Inno a Roma Eterna.

Ogni manifestazione partiva e si sviluppava attorno a Casa Pascoli, ma la Fondazione aveva perso ogni funzione propositiva ed aveva abdicato alla sua autonomia per allinearsi alle scelte dell’Amministrazione Comunale ed era del tutto assente sul piano dell’iniziativa culturale, anche perché dopo la morte di Giulio Tognacci non si era provveduto alla sua sostituzione e così il Museo Pascoliano e la Biblioteca, rimasti senza alcuna direzione, venivano custoditi e accuditi dalle suore, ma, ovviamente, solo per la manutenzione. 

In quel periodo Domus Pascoli e Comune erano diventati quasi un’unità indistinta, basti fare riferimento al bilancio consuntivo dell’Ente del 1956 dove su una cifra in entrata di L. 500.000, ben 200.000 erano erogate dal Comune.

Occorrerà attendere il 1957 perché la situazioni possa normalizzarsi con la nomina del nuovo Consiglio e del Presidente.

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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