di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

AGAMENNONE
AGAMENNONE
Clitennestra, dopo dieci anni d'attesa, uccide il marito Agamennone di ritorno da Troia che aveva sacrificato la loro figlia Ifigenia ad Artemide per placarne la sua ira.

Agamennone era figlio di Atreo e fratello maggiore di Menelao.  La leggenda racconta come Atreo e il suo gemello Tieste fossero divenuti acerrimi nemici, oltre che rivali; i due fratelli, infatti, si contendevano il trono di Micene.

La loro feroce ostilità, aveva raggiunto il culmine quando Atreo aveva attirato Tieste con l'inganno proponendogli la cessazione della contesa, la spartizione del regno e l'allestimento a palazzo di un banchetto che doveva suggellare la pace ritrovata. Durante il banchetto però, Atreo servì al fratello, ignaro, la carne dei suoi tre figli.

Tieste, furioso, cercò i figli di Atreo per consumare su di loro la sua vendetta, ma i due ragazzi, Agamennone e Menelao erano riusciti a fuggire con l'aiuto di un servo ed erano riparati a Sparta. Qui vissero alla corte del re Tindaro, con i suoi figli e sotto la sua protezione. Successivamente, Agamennone riconquistò il trono di Micene e, dopo averne ucciso il primo marito, sposò Clitennestra che era figlia di Tindaro, sorella di Elena di Troia e dei mitici gemelli Castore e Polluce.

A Sparta, alla corte di Tindaro e Leda numerosi principi chiedevano la mano di Elena, la donna più bella del mondo, figlia di Leda e di Zeus.

La giovane principessa scelse tra tutti, Menelao che diventerà in seguito re della città. Ma Tindaro temeva che le rivalità tra i pretendenti si riaccendessero e conducessero a conflitti armati.

Per tutelare quindi la pace nel suo regno seguì il consiglio di Odisseo, uno tra i pretendenti, e chiese a tutti un giuramento: qualora uno di loro fosse stato insidiato, avrebbe potuto contare sull'alleanza incondizionata degli altri.

Quando, sotto il regno di Menelao, Elena venne rapita dal principe Paride e condotta a Troia, l'alleanza si compattò attorno a Menelao ed Agamennone assunse la carica di comandante supremo dell'armata achea.

Agamennone raccolse le forze greche ed organizzò la flotta per salpare verso Troia, ma le navi non potevano partire perché Agamennone aveva offeso la dea Artemide, che era irata perché troppi giovani avrebbero perso la vita sotto le mura di Troia, mentre Agamennone aveva ucciso un animale sacro a lei, per vantarsi poi di essere pari alla dea, nella caccia.

La dea, pertanto, provoca una devastante pestilenza e prolunga una totale assenza di vento impedendo così all'esercito di salpare.

Quando infine si interroga l'indovino Calcante, questi svela che l'ira della dea può essere placata solo da un sacrificio da parte di Agamennone: egli dovrà immolare sull'altare della dea, la propria figlia Ifigenia.

Convinto da Ulisse, Agamennone attira con un inganno la figlia e si sottomette al volere della dea, così la giovane viene sacrificata. Solo allora Artemide permette alle navi di partire.

Clitennestra però non perdonerà mai l'inganno, né l'uccisione della figlia, aspetterà dieci anni il ritorno del marito per assassinarlo, spinta da Egisto, cugino di Agamennone, che nel frattempo era divenuto suo amante.

Durante il viaggio di ritorno Agamennone fu protetto da Era, moglie di Zeus, che salvò la sua nave da una violenta tempesta, che invece aveva investito le navi dei principi greci e aveva spinto Menelao fino in Egitto.

Quando il marito stava per ritornare al proprio palazzo, Clitennestra indisse grandi festeggiamenti con ricchi sacrifici agli dei, simulando riconoscenza e gioia.

Dopo un viaggio fortunoso, Agamennone sbarcò in patria, portava con sé, come parte del bottino e come sua concubina, la principessa Cassandra, sorella di Paride e sacerdotessa di Apollo, che aveva il dono della preveggenza ma anche la maledizione divina di non essere mai creduta. All'ingresso del palazzo ella ammonì il re di non entrare presagendo l'attentato, ancora una volta non fu creduta e il re non l'ascoltò.

Agamennone venne ucciso mentre si trovava solo nel bagno. Su istigazione di Egisto, la moglie lo imbrigliò prima nella rete che gli aveva gettato addosso, poi lo colpì con un pugnale.

Subito dopo, Clitennestra si scagliò anche contro Cassandra e, con la stessa arma, la uccise. Il suo sordo rancore per il sacrificio di Ifigenia e la gelosia per Cassandra, avevano finalmente attuato in parte la vendetta di Tieste, come era stato predetto dall'oracolo di Delfi.

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
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Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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