di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

ARACNE
aracne
La dea Atena punisce la giovane Aracne che aveva osato sfidarla nell'arte del ricamo

Aracne, figlia del tintore di porpora Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Ipepe, nella Lidia. Figlia d’arte, dunque, era una normale giovinetta divenuta celebre per la sua abilità nel tessere e ricamare. Anzi, il mito vuole che sua maestra nell’arte del ricamo fosse stata niente meno che la dea Atena, dea della sapienza e protettrice di tutte le arti e mestieri, addirittura era stata lei ad aver tessuto e ricamato con le sue mani la veste nuziale di Era per lo sposalizio con Zeus. 

Tutte le donne greche, famosissime tessitrici e ricamatrici, riconoscevano Atena come loro maestra, solo Aracne, si rifiutava di riconoscere la perfezione e supremazia della dea, così che la tracotante superbia fece sì che Aracne si montasse la testa e ascrivesse a suo esclusivo merito i segreti che aveva invece appreso dalla dea.

Di più: osava sostenere che il suo talento superava quello di Atena stessa e che nessuno avrebbe saputo meglio di lei tessere o ricamare. 

Aracne, sempre più orgogliosa della sua bravura ebbe un giorno l'imprudenza di affermare che neanche l'abile Atena, sarebbe stata in grado di competere con lei e, in un eccesso di superbia, ebbe l'audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara.

Nonostante tale sfrontatezza, Atena volle prima tentare di ammansirla con le buone, nella speranza di un ravvedimento della fanciulla. Decise di apparirle sotto le vesti di una vecchia e saggia consigliera e l’esortò a che ritornasse a più miti propositi e si rivestisse di umiltà. In caso contrario, aggiunse sempre Atena in sembianza di vecchia, la dea avrebbe potuto adirarsi e Aracne avrebbe dovuto affrontare la sua collera.

Niente da fare, Aracne non volle intendere ragioni e continuò a sproloquiare, vantando la sua arte di filatrice, screditando ulteriormente le capacità di Atena e respingendo i consigli della vecchia consigliera. Anzi per tutta risposta Aracne disse che se Atena non accettava la sfida era perché non aveva il coraggio di competere con lei. A quel punto, per Atena la misura fu colma, abbandonò le sembianze dell’anziana, rivelò la sua identità e accolse la sfida di Aracne. La realizzazione di un arazzo sarebbe stata l'oggetto della contesa. 

La gara si svolse in una stanza con due telai e durò ore e ore, nella sua tela Atena raffigurava l'Olimpo con tutte le sue divinità, inoltre vi erano rappresentate le grandi imprese compiute dalla dea ed i poteri divini che le erano propri, in definitiva nel suo arazzo raffigurò in tutto il loro splendore gli dei dell’Olimpo.

Aracne invece compose un arazzo che suonava come una vera e propria satira dei costumi degli dei. Questi furono infatti da lei rappresentati in scene d’amore non proprio esemplari: mostrò Zeus che assumeva le sembianze di un toro per sedurre Europa e quello di un cigno per possedere Leda; rappresentò Poseidone trasformato in stallone per un’unione incestuosa con la sorella Demetra e altre perle simili.

Quando il lavoro fu completato, Atena si sforzò di trovare un difetto, seppure minimo, sulla tela di Aracne che in verità era perfetta; la dea, solitamente nota per la sua modestia, dovette riconoscere, dopo un esame davvero minuzioso, che l’opera di Aracne non presentava alcun tipo di difetto ed aveva una bellezza che mai si era vista, i personaggi sembrava balzassero fuori dalla tela per compiere le imprese   rappresentate. 

L'orgoglio ferito della dea però non accettò l'umiliazione subita da una mortale, e così, per la prima volta, Atena fu ingiusta e perfida, al colmo dell'invidia e dell'ira, strappò la tela di Aracne riducendola a brandelli.

La giovane, sconvolta dalla reazione della dea, scappò via e tentò di suicidarsi cercando di impiccarsi ad un albero. Ma Atena, pensando che quello fosse un castigo troppo blando, decise di condannare Aracne a tessere per il resto dei suoi giorni e a dondolare dallo stesso albero dal quale voleva uccidersi, ma non avrebbe più filato con le mani, ma con la bocca perché fu trasformata in un gigantesco ragno, costretta a farlo per tutta la vita e ad assistere alla distruzione delle sue ragnatele, da parte degli umani. 

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
Mario Venturini ha inserito un commento in 'T E' PARTOI CUMUNESTA - LA MILITANZA NEL PCI
Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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