di Piero Maroni  

MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

DAFNE
Leto
Il dio Apollo innamorato di Dafne, insegue la ragazza ovunque, lei però lo rifiuta preferendo essere trasformata in una pianta di alloro.

Dafne, figlia di Gea e del fiume Peneo, era una giovane e deliziosa ninfa che viveva serena passando il suo tempo a deliziarsi della quiete dei boschi e del piacere della caccia, quando la sua vita fu stravolta dal capriccio di due divinità: Apollo ed Eros.

Racconta la leggenda che Apollo, fiero di avere ucciso il mostruoso serpente Pitone, avendo incontrato Eros mentre era intendo a forgiare un nuovo arco, si burlò di lui e del fatto che non avesse mai compiuto delle azioni degne di gloria.

Il dio dell’amore, profondamente ferito dalle parole di Apollo e terribilmente adirato, giurò vendetta al dio, tanto che per preparare le sue frecce, volò in cima al monte Parnaso e lì mise in atto la sua perfida rivalsa.

Prese due frecce, una ben acuminata e dorata, destinata a far nascere la passione amorosa in chi l'avesse ricevuta e che scagliò con violenza nel cuore di Apollo, ed un’altra, spuntata e di piombo, destinata invece a respingere l'amore, che lanciò nel cuore di Dafne.

Da quel giorno Apollo iniziò a vagare disperatamente per i boschi alla ricerca della ninfa di cui, ovviamente ne era follemente innamorato, fino a quando non riuscì a trovarla. Alla sua vista Dafne, scappò impaurita e a nulla valsero le suppliche del dio che gridava il suo amore e le sue origini divine per cercare di impressionare la giovane fanciulla.

Dafne, terrorizzata, scappava tra i boschi. Accortasi però che la sua corsa era vana, in quanto Apollo la stava per raggiungere, invocò la madre Gea, pregandola di mutare il suo aspetto che tanto dolore e paura le stava procurando.

La madre Gea, ascoltò la sua preghiera e così iniziò a rallentare la corsa della figlia fino a fermarla e contemporaneamente iniziò a trasformare il suo corpo: i suoi capelli si mutarono in fronde leggere, le sue braccia si levarono alte verso il cielo diventando flessibili rami, il suo corpo aggraziato si ricoprì di corteccia, i suoi delicati piedi si tramutarono in robuste radici ed il suo volto, rigato di lacrime, svaniva nella cima dell’albero.

Dafne si era trasformata in un leggiadro e forte albero che prese il nome di LAURO o ALLORO.

La trasformazione era avvenuta sotto gli occhi di Apollo che disperato, abbracciava il tronco nella speranza di riuscire a ritrovare la dolce Dafne. Alla fine il dio, considerati inutili i suoi tentativi, proclamò a gran voce che la pianta dell'alloro sarebbe stata sacra al suo culto e segno di gloria da porsi sul capo dei vincitori di gare o tenzoni di qualsiasi natura.

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Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...
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Sei sempre stato un coerente Tu ma il partito non molto anzi !!
Yans Geneviève ha inserito un commento in LE TERZE MEDIE STUDIANO IL LATINO
Io che sono belga nata nel 1947, ho studiato latino fra Medie e Liceo x 6 anni e greco x 5. Ho conti...

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Pubblicato il 20.04.2026 - Categoria: Maroni Gallery

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