MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

Odisseo e Menelao si recarono pacificamente come ambasciatori, a chiedere il rilascio di Elena, ma Paride rifiutò, tanto più che aveva condotto la donna a nuove nozze.
A questo punto la guerra tra i due popoli era dichiarata anche se l'esercito troiano non era neanche un decimo di quello greco. Per i successivi 9 anni Troia non venne mai attaccata realmente da parte dei greci: i troiani riuscirono a mantenere rapporti coi popoli interni dell'Asia minore (a cui venivano talora richiesti rinforzi) e non rischiarono una discesa in campo che li avrebbe visti certamente sconfitti.
Preferirono quindi rimanere arroccati fra le mura della città e attendere l'evolversi delle cose.
Dal canto loro gli Achei controllavano lo stretto dei Dardanelli e compivano ripetutamente scorrerie nelle città vicine per requisire bottino, viveri ed armi. Verso la fine del nono anno, però, i soldati greci, stanchi di combattere inutilmente e ormai quasi privi di approvvigionamenti, decisero di ribellarsi ai propri comandanti e soltanto l'intervento di Achille riuscì a placarli.
Accadde che i Greci avessero saccheggiato una città vicina, portando via molti tesori e diverse schiave. Fra queste c’era Criseide, figlia di Criso, sacerdote di Apollo, il dio ne chiese la restituzione ad Agamennone. Questi però rifiutò, allora Apollo, per vendetta mandò una pestilenza sull’accampamento greco che provocò la morte di di tanti soldati.
Agamennone si convinse allora a restituire Criseide a suo padre, ma pretese per sé Briseide, la bella schiava di Achille. Scoppiò una lite furibonda fra i due e Achille, ritenendo di aver subito un grave affronto, lasciò l’accampamento.
Nel frattempo venne stabilito di sospendere le ostilità e di lasciare che le sorti della guerra venissero decise da un duello fra Paride (troiano) e Menelao (greco).
Nello scontro fu Menelao ad avere la meglio e i Greci avrebbero voluto che fosse proclamato vincitore, ma un troiano gli scagliò contro una freccia, interrompendo di fatto la tregua e riaccendendo una violentissima battaglia fra i due schieramenti.
Senza il valoroso Achille al loro fianco, i Greci subirono gravi perdite e venne così deciso di inviare una delegazione a chiedere il ritorno dell’eroe. Achille non voleva tornare, ma acconsentì che il suo carissimo amico Patroclo indossasse in battaglia le sue armi e la sua uniforme.
Patroclo scese in campo facendo strage di troiani, ma venne ucciso da Ettore che lo scambiò per Achille. Quest'ultimo, venuto a sapere dell’accaduto, decise di vendicare l’amico e tornò all'accampamento acheo. Qui venne accolto dalle scuse di Agamennone che inviò alla sua tenda ricchi doni e la schiava Briseide.
























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