MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA

Si racconta la leggenda di Eris, dea della discordia, che non fu invitata volutamente alle nozze dei genitori di Achille, per timore che la sua presenza fosse causa di guai ed ella, per vendicarsi, durante il banchetto fece cadere sulla tavola una mela d'oro con sopra scritto: "Alla più bella dea dell'Olimpo".
Iniziò, allora, una discussione tra le dee: Era (moglie di Zeus), Atena (dea della saggezza) e Afrodite (dea dell'amore) per chi doveva essere considerata la più bella, ma Zeus, per evitare ovvie tensioni nell'Olimpo, decise che fosse un uomo, Paride, giovane figlio del re di Troia, Priamo, a stabilire a chi sarebbe andata la mela.
Paride, subito dopo la sua nascita era stato abbandonato alle fiere in un bosco perché gli indovini avevano profetizzato che avrebbe portato la città alla rovina dopo aver interpretato un sogno della madre Ecuba, che aveva sognato che dal suo grembo scaturiva una fiamma distruttiva.
Fu però raccolto da un'orsa che lo nutrì col proprio latte e quando un pastore lo trovò, lo portò con sé e lo allevò come un figlio.
Un giorno gli si presentarono le tre dee e ognuna, per ottenere la mela, promise qualcosa in cambio a Paride: Era promise a Paride che, se avesse dato a lei la mela, gli avrebbe concesso ricchezza e potenza; Atena gli promise la saggezza e l'invincibilità; Afrodite gli promise che gli avrebbe fatto sposare la donna più bella del mondo.
Paride decise di dare la mela ad Afrodite e mentre attendeva si realizzasse la promessa, si recò a Troia per assistere ai giochi sportivi ai quali si appassionò tanto che chiese di partecipare e, una dopo l'altra vinse tutte le gare. Quando raccontò la sua origine, fu riconosciuto per ciò che era e ben accolto in famiglia tanto che di lì a poco fu inviato in Grecia, a Micene, alla corte di re Menelao per alcuni affari e qui la dea fece innamorare Paride e la bella Elena, moglie del re e cognata di Agamennone.
Paride rapì Elena e per questa ragione Menelao si unì con altri re Micenei per attaccare Troia, come risposta all'offesa ricevuta.
La guerra durò 10 anni e si concluse solo grazie allo stratagemma del cavallo di legno, passato alla storia come il cavallo di Troia.
I Greci radunarono un esercito di circa 100.000 uomini e 1.180 navi al cui comando venne posto Agamennone. Non fu però facile arruolare tutti gli eroi greci, il furbo Odisseo pur di liberarsene, si finse pazzo e con un bue e un asino andava arando un campo e invece di semi, vi gettava sale.
Ma quando gli posero davanti all'aratro il piccolo figlio Telemaco, non osò andare oltre e rivelò l'inganno.
Anche l'imbattibile Achille cercò di farla franca, figlio di una dea marina, era stato bagnato da piccolo in un fiume che lo avrebbe reso invulnerabile su tutto il corpo tranne i talloni, il punto in cui la madre lo aveva afferrato per tuffarlo nelle sacre acque. Avendo saputo da un oracolo che in quella guerra sarebbe morto, si rifugiò presso il re di Sciro travestito da fanciulla.
Si incaricò Odisseo di scoprirlo presentandosi al palazzo del re come un mercante di stoffe e gioielli, espose la sua merce alle ragazze della corte, ma ben in vista pose anche una spada e uno scudo.
Mentre le fanciulle ammiravano la mercanzia, Odisseo fece suonare le trombe di guerra, tutte fuggirono atterrite, tranne una che corse ad impugnare lo scudo e la spada. Vistosi scoperto Achille non poté rinunciare a partire,.
Quando i Greci sbarcano sulla spiaggia vicina alla città di Troia nessuno osava scendere in quanto un indovino aveva predetto che chi toccava terra per primo sarebbe morto. Si sacrificò per tutti un giovane principe, Protesilao, il quale fu subito raggiunto da una mortale freccia troiana.
Sua moglie ne fu così addolorata da impietosire gli dei che consentirono al giovane di lasciare il mondo dei morti per trascorrere qualche momento con la consorte, ma quando il principe dovette lasciarla per seguire la propria sorte, ella si si uccise per poterlo seguire nel regno dei morti.
























Ultimi Commenti